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martedì 31 dicembre 2019

La Storia non è la loro Rivoluzione


Pubblichiamo il numero di Gennaio 2020
di "Radicati nella fede"

LA STORIA NON E' 
LA LORO RIVOLUZIONE





LA STORIA NON E' LA LORO RIVOLUZIONE
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XIII n° 1 - Gennaio 2020

 Non a caso “Il Capitale” di Karl Marx fu dedicato a Charles Darwin: ogni rivoluzione si presenta come tappa ineludibile di un processo, come inevitabile passaggio, più o meno violento,  verso uno sviluppo storico nell'avvenire, verso, e qui sta il grande inganno, verso un mitico progresso da cui nessuno potrebbe tornare indietro.

 Tutto questo è falso, come è falso Darwin e il darwinismo.
 È l'ideologia della rivoluzione, il più grande inganno della storia: ti fanno credere che i tempi richiedano determinati cambiamenti un po' su tutto, che essere contrari ai cambiamenti equivale ad essere fuori della storia, ad essere contro il progresso. Fanno coincidere la Storia con le loro rivoluzioni.

 Non a caso a Fatima la Madonna parla degli errori che la Russia, se non convertita, diffonderà nel mondo.

 L'errore per eccellenza è quest'illusione diabolica del progresso rivoluzionario che il Comunismo ha cavalcato, ma che è stato poi condiviso da tutti, destra e sinistra.
 È così radicata questa falsità che nessuno osa contrastarla, anche se non la condivide per niente.
 Questa ideologia è entrata a grandi passi dentro il Tempio di Dio, dentro la Chiesa; è entrata e ha distrutto, semplicemente distrutto, non ha costruito nulla. È cosi forte però questa illusione, che nemmeno i dati spaventosi della crisi in casa cattolica fanno ravvedere qualcuno. La Rivoluzione si presenta come intoccabile.

 All'opinione pubblica mondiale si è presentato il Concilio Vaticano II come la rivoluzione rinnovatrice della Chiesa, che finalmente approdava dentro la modernità, dopo averla osteggiata per più di due secoli.

 Anche chi è stato perplesso di una simile presentazione del Concilio, quasi fosse un nuovo inizio della Chiesa, non ha combattuto con coraggio l'inganno rivoluzionario. Si è medicato tutto timidamente, troppo timidamente, cercando disperatamente di sottolineare che il Vaticano II doveva essere letto in continuità con i precedenti concili e con tutto il magistero perenne della Chiesa.

 Nemmeno di fronte al non apparire dei frutti del Concilio, questi benedetti frutti che non si vedono mai!, si ha il coraggio di dire che bisogna tornare indietro. Si prende per inevitabile la Rivoluzione! Si prende per inevitabile questo terribile falso progresso. Si accetta tutta questa spaventosa decadenza come inesorabile: è l'ideologia della Rivoluzione progressiva che vince in tutti gli animi, anche in quelli anti-rivoluzionari.

 È proprio quello che vogliono i fautori di ogni rivoluzione: far coincidere la Storia con la Rivoluzione.

 Questa supina accettazione dello schema rivoluzionario fa cercare, a quelli che sono contro, a quelli che vogliono restare cattolici non rassegnandosi al disastro della Chiesa Romana, fa cercare un “facile” rifugio nel millenarismo: “Sono gli ultimi tempi”, si dice da più parti, “è la grande apostasia”, “non resta più molto...”.
 Così dicendo non si fa più nulla per la Chiesa, non si giudica fino in fondo con intelligenza cattolica la situazione e non si agisce: che tristezza!

 Sembra di rivedere la situazione descritta da San Paolo:
"Chi non vuol lavorare neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace." (2 Ts 3,10-12).

 Applichiamo con coraggio non soltanto alla vita personale, ma anche alla nostra responsabilità nella Chiesa queste parole dell'Apostolo e ravvediamoci per agire secondo il bene.

 La Rivoluzione, anche dentro la Chiesa, non è inesorabile. Le cose possono cambiare, il Cristianesimo può rinascere nelle nostre terre, perché la storia la fa Dio e non la Rivoluzione. Ma occorre uscire da questo mondo di fantasmi che si chiama modernità!

 No, la Rivoluzione non è inesorabile: si può tornare indietro e riprendere la strada giusta, per edificare la Chiesa come Dio comanda.

 No, il Millenarismo non è la soluzione, ma la solita fuga: nessuno sa quando il Signore verrà, nel mentre abbiamo il compito di fare il cristianesimo, di fare la Chiesa, ripartendo dalla Messa giusta, la Messa di sempre, e dalla stabilità della nostra vita attorno all'altare, pieni di obbediente fervore: così il cristianesimo produrrà opere di bene.

 Gli “agitati, gli inquieti “disordinati” della Tradizione sono troppo simili agli inquieti della rivoluzione, distruggono e non costruiscono.

 Lavoriamo dunque in pace per la nostra santificazione, allora molte anime troveranno casa con noi, e la Rivoluzione scomparirà come neve al sole; forse sta già scomparendo.

  Buon anno a tutti.

domenica 29 dicembre 2019

Eravamo schiavi sotto gli elementi del mondo


DOMENICA TRA L'OTTAVA DEL NATALE


ERAVAMO SCHIAVI SOTTO GLI ELEMENTI DEL MONDO
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 29 Dicembre 2019

domenica 22 dicembre 2019

Verso il Natale di Cristo


QUARTA DOMENICA DI AVVENTO


VERSO IL NATALE DI CRISTO
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 22 Dicembre 2019

Santo Natale 2019 - Gli orari delle funzioni a Vocogno


SANTO NATALE 2019


Nell'intento di fare cosa gradita ai fedeli 
legati alla Messa Tradizionale
pubblichiamo gli orari delle funzioni del Santo Natale 
a VOCOGNO.


Martedì 24 Dicembre
VIGILIA DI NATALE

ore 22.30
I Sacerdoti reciteranno l'Ufficio Vigiliare
E' possibile per i fedeli che lo desiderano unirsi alla loro preghiera

ore 24.00
Santa Messa di Mezzanotte

Mercoledì 25 Dicembre
SANTO NATALE
ore 10.30
Santa Messa cantata

Non c'è la Messa delle ore 17.00

Martedì 31 Dicembre
ore 17.00
Santa Messa cantata
Solenne Te Deum di ringraziamento

Mercoledì 1 Gennaio 2020
OTTAVA DI NATALE
ore 10.30
Santa Messa cantata
Canto del Veni Creator

ore 17.00 S. Messa letta

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lunedì 16 dicembre 2019

Gaudete, Dio c'entra.


TERZA DOMENICA DI AVVENTO


GAUDETE, DIO C'ENTRA.
Omelia di don Alberto Secci.
Vocogno, Domenica 15 Dicembre 2019

giovedì 5 dicembre 2019

Immacolata Concezione della B. V. Maria a Vocogno


Rinnovandovi l'invito a vivere con fede 
la festa dell'Immacolata 
vi comunichiamo che 
l'incontro di Dottrina Cattolica 
previsto per venerdì 6 Dicembre non ci sarà.

IMMACOLATA CONCEZIONE 
DELLA B. V. MARIA
Domenica 8 Dicembre 2019 - Vocogno


ore 10.30
Santa Messa cantata

ore 15.30
Canto solenne dei Vespri
Benedizione Eucaristica


ore 17.00
Santa Messa letta

:::::::

Cappella dell'Ospedale di Domodossola
ore 10.30 S. Messa cantata

domenica 1 dicembre 2019

Qualcosa accadrà


PRIMA DOMENICA DI AVVENTO


QUALCOSA ACCADRA'
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 1 Dicembre 2019

sabato 30 novembre 2019

"Non riconosceranno Cristo venuto nella carne"


Pubblichiamo il numero di Dicembre 2019
di "Radicati nella fede"

"NON RICONOSCERANNO 
CRISTO VENUTO NELLA CARNE"




"NON RICONOSCERANNO CRISTO VENUTO NELLA CARNE"
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 12 - Dicembre 2019


 Cosa resta dell'Incarnazione? C'è proprio da domandarselo in questo tornante tristissimo della storia della Chiesa nel mondo.

 Cosa resta dell'Incarnazione, di Dio che viene nella carne per la salvezza degli uomini?

 Festeggeremo il Natale come tutti gli anni; saremo sommersi dalle stupidità volgari con cui il mondo ateo è riuscito ad avvolgere la festa un tempo cristiana. Il cattivo gusto prevarrà anche quest'anno sempre di più... più sono atei e più illuminano... il mondo post-cristiano sembra un misero e triste luna park. Ma in tutto questo dov'è Gesù Cristo?

 Mischieranno come al solito pseudo-presepi di pupazzi con il peccato mortale, non solo vissuto, ma anche difeso e ostentato come un diritto dell'umano.

 Siamo di fronte al grande sacrilegio... usare Dio per se stessi.

 Che fare allora in questa attanagliante tristezza? Rifugiarti in una chiesa?

 Ahimè! Dov'è finita l'Incarnazione nella Chiesa?
 Il modernismo, che ormai ha un posto vincente, ha stravolto tutto, ha perso Gesù Cristo e lo fa perdere a chi vi si accosta.

 Gesù è diventato un discorso da interpretare. I vangeli sono il luogo degli sragionamenti pieni di dubbi e di riletture mitologiche. Li si legge senza la certezza ragionevole che siano un racconto storico.
 I modernisti parlano-parlano, scrivono-scrivono e perdono Gesù, Dio venuto nella carne.

 I Pastori della Chiesa non sono più in grado di riaffermare la semplicità della vita di Gesù Cristo, in tutta la sua pacificante certezza... non sono più in grado o non ne hanno coraggio, perché ormai, per dato anagrafico, sono figli del modernismo eretico: ci sono nati dentro e ci sono cresciuti e per far carriera lo hanno in qualche modo accettato.

 Certo, ci sarebbe la possibilità di una grazia, riandando all'inizio della loro vocazione, quando sicuramente Gesù era tutto per loro; quando si accostavano a lui con la semplicità dei bambini.
 Ci sarebbe la grazia di ricordare il volto dei loro “vecchi” che semplicemente pregavano in ginocchio con la corona in mano, domandando misericordia a un Gesù reale, fatto uomo, non interpretabile, in carne e ossa e divinità. Oh se ricordassero il volto della loro madre, del loro vecchio parroco, della catechista che ancora li affascinava parlando loro di Betlemme! Oh se ricordassero senza vergognarsi, forse la fede cattolica rinascerebbe nel loro cuore e darebbe forma alla loro intelligenza.

 Ma si vergognano dell'Incarnazione, del Dio che si fa bambino, e preferiscono restare nei salotti dell'ermeneutica, dove si uccide l'anima interpretando e diminuendo i fatti. Preferiscono i discorsi agli avvenimenti, ai fatti che hanno cambiato la storia del mondo.

 Allora, per te che fuggi da un Natale falsificato dagli atei immorali del mondo, non c'è posto nemmeno nella Chiesa, come non ci fu posto nell'albergo di Betlemme.

 “Non c'era posto per loro”... e non c'è posto nemmeno per te.

 Devi cercare una chiesa dove non ci si vergogni, ma ci si glori di Dio venuto nella carne. Dove la fede sia vissuta salvando tutto il vangelo, senza interpretarlo.
 Dove ci sia la intelligente certezza dell'esistenza storica di Gesù Cristo.
 Dove ci sia la certezza che lui è Dio.
 Dove ci sia la fede nella sua grazia potente.
 Dove ci sia la logica conseguenza dell'Incarnazione: Dio resta presente e operante nei sette sacramenti.
 Dove non si giochi con i comandamenti di Dio, ma li si riconosca tutti e dieci, con tutta umiltà.
 Dove si ripetano i gesti della preghiera, come il popolo cristiano ha sempre fatto.

 Il modernismo ha interpretato il vangelo, ha negato la storicità ad un sacco di cose, ne ha salvato uno scheletro che va bene per qualsiasi cosa e persona. Ne è rimasta una vaga religiosità sostanzialmente atea, o pagana, o immorale... e ha formato ahimè una sua chiesa, simile ad un tempio massonico.

 A fianco c'è ancora un piccolo resto che vuole Gesù, che prega e chiede perdono, che sa che sarà Natale se saremo in grazia di Dio, con una buona confessione e comunione; là in quella chiesa c'è ancora un prete che tra le candele accese dell'altare ripete i gesti e le parole della Messa cattolica, la Messa di sempre... di un prete che prima è sceso in confessionale, perché Dio è disceso dal cielo per questo. Là sarà Natale, soltanto là.

Immacolata Concezione della B. V. Maria a Vocogno


IMMACOLATA CONCEZIONE 
DELLA B. V. MARIA
Domenica 8 Dicembre 2019 - Vocogno


ore 10.30
Santa Messa cantata

ore 15.30
Canto solenne dei Vespri
Benedizione Eucaristica


ore 17.00
Santa Messa letta

:::::::

Cappella dell'Ospedale di Domodossola
ore 10.30 S. Messa cantata

venerdì 29 novembre 2019

Video festa patronale di Santa Caterina Vergine e Martire a Vocogno

FESTA PATRONALE 
DI SANTA CATERINA V. M.
Vocogno, Domenica 24 Novembre 2019



Video Santa Messa cantata




Video Vespri e Benedizione Eucaristica




domenica 24 novembre 2019

Fieri di Santa Caterina


FESTA PATRONALE 
DI SANTA CATERINA V. M.


FIERI DI SANTA CATERINA
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 24 Novembre 2019

domenica 17 novembre 2019

Il lembo del mantello


XXIII DOMENICA DOPO PENTECOSTE


IL LEMBO DEL MANTELLO
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 17 Novembre 2019

sabato 16 novembre 2019

Festa Patronale di Santa Caterina Vergine e Martire a Vocogno


VOCOGNO
Domenica 24 Novembre 2019

FESTA DI SANTA CATERINA V. M.
PATRONA


ore 10.30
Santa Messa cantata

ore 15.30
Vespri cantati
Benedizione Eucaristica

ore 17.00
Santa Messa letta

domenica 10 novembre 2019

Date a Dio quel che è di Dio


XXII DOMENICA DOPO PENTECOSTE


DATE A DIO QUEL CHE E' DI DIO
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 10 Novembre 2019

domenica 3 novembre 2019

Più sei santo, più hai coscienza del tuo peccato.


XXI DOMENICA DOPO PENTECOSTE


PIU' SEI SANTO,
PIU' HAI COSCIENZA DEL TUO PECCATO.
Omelia di don Alberto Secci
Vocogno, Domenica 3 Novembre 2019

giovedì 31 ottobre 2019

Se non fanno sbocciare i fiori d'inverno...


Pubblichiamo il numero di Novembre 2019
di "Radicati nella fede"

SE NON FANNO SBOCCIARE 
I FIORI D'INVERNO...




SE NON FANNO SBOCCIARE I FIORI D'INVERNO...
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 11 - Novembre 2019

 “Cercate ogni giorno il volto dei santi”, così insegna la Didachè e così dobbiamo fare.

 Occorre aver a che fare con i santi, ogni giorno e veramente, per non cadere nell'inganno del naturalismo.

 Occorre, sui santi, tornare alla coscienza di un tempo. I santi erano onnipresenti nella vita dei cristiani, le parrocchie sono ancora  a loro dedicate, si imponevano i loro nomi al battesimo, il culto dei corpi santi era nel passato cristiano fervorosissimo. Pellegrinaggi, novene e tridui costellavano in continuazione l'anno pubblico e privato delle anime cristiane. Le nostre chiese erano avvolte dalle immagini dei santi e gli altari sormontati dalle loro statue, la pietra sacra degli altari ne custodiva le reliquie. I sacerdoti consigliavano la lettura delle loro vite per ricalcarne le imprese. Il lavoro dei contadini e dei pastori era segnato dalle loro date. Le corporazioni artigiane si mettevano sotto la loro protezione. I soldati affidati a San Michele o ai santi cavalieri.

 Occorre proprio tornare alla coscienza di un tempo, perché la verità del cristianesimo sono i santi, perché l'attualità di Cristo sono i santi, perché la prova dell'efficacia della grazia sono i santi.

 Tutto questo non è un optional destinato ai semplici che non sanno andare direttamente a Dio: la presenza dei santi ti dice che la salvezza operata da Cristo non è qualcosa di retorico, ma reale, e vedi l'azione della grazia di Cristo in quegli uomini e donne trasformate realissimamente in Gesù Cristo: e questi sono proprio i santi.

 Il Protestantesimo ha negato i santi e ne aborre il culto, questo lo sanno tutti. Per i protestanti i santi sono insopportabili perché, secondo loro, la grazia non trasforma realmente la persona, ma la copre solo di Cristo. Per lo stesso motivo non credono al Purgatorio, non vedendo la necessità di un tempo di purificazione, visto che la salvezza non è per loro una vera trasformazione in Gesù Cristo; e se non è necessario essere trasformati realmente, perché Dio dovrebbe dare ancora del tempo, per fare che?

 Invece l'azione della grazia di Dio è in noi una vera operazione, produce nell'uomo che la asseconda un reale cambiamento, che trasforma in Cristo. E l'azione della grazia, dal santo si riverbera sugli altri: sono i “magnalia Dei”, i prodigi, i miracoli fisici e spirituali che manifestano la presenza di Dio. Guardando i Santi e le loro opere sei strappato dal naturalismo e torni a credere alla vita soprannaturale. E la vita soprannaturale è “normale” per il cristiano vero.

 Ma c'è un problema in sé più grave del protestantesimo puro: si tratta della protestantizzazione del cattolicesimo, cioè di quel cattolicesimo che pretendendo di restare cattolico, trae dal protestantesimo tutti i criteri di fondo. Un cattolicesimo così, apparentemente conserva tutti i dogmi, o meglio non li nega pur non sottolineandoli tutti, ma li reinterpreta secondo quei criteri che nei protestanti portarono alla negazione delle verità di fede rivelate. Un cattolicesimo così trasformato è modernismo.

 Il modernismo è il più maturo frutto della protestantizzazione: gli scrittori modernisti trattando di storia cristiana, hanno parlato dei santi, ma, come per i vangeli, hanno tolto dalla loro vita ogni valore storico a miracoli, visioni e fatti straordinari: in una parola hanno di fatto negato il soprannaturale; siamo nel più puro naturalismo. Tutto diventa morale e culturale, della grazia che compie miracoli nei santi nemmeno più traccia.

 Eppure si parla ancora dei santi in casa cattolica, anzi mai si sono sfornati tanti santi come in questi tempi... alcuni di essi si potrebbe dire proclamati ancora “a corpo caldo”!
 E cosa sono diventati i nuovi santi? I leader delle svolte della Chiesa, quasi a dimostrare che le scelte fatte in questi anni non sono sbagliate. Sono delle canonizzazioni tutto sommato ideologiche.

 Un tempo i santi corrispondevano sempre ad uno stesso schema: folgorati dalla grazia, erano dei convertiti che si davano ad una vita di preghiera e di penitenza, rinnegando il mondo e abbracciando la sequela di Cristo. Così vivendo operavano miracoli, come il Signore aveva già detto: “Farete cose più grandi di me”. Per questo il popolo si accorgeva di loro e si formava un seguito, il più delle volte costituito da un nuovo ordine religioso o congregazione, o dalla severa riforma di uno già esistente.

 Cambiavano i secoli della cristianità, ma la "fuga mundi", la preghiera e la penitenza non mancavano mai, semplicemente perché il cristianesimo di Cristo non cambia mai.

 Oggi no, il modernismo ha voluto un cristianesimo che si evolve seguendo il desiderio espresso dalla coscienza collettiva dei fedeli, da quello che i tempi richiedono. Non si crede più alla Rivelazione consegnata da Dio in Cristo agli uomini, Rivelazione conclusa con San Giovanni. Per i modernisti la rivelazione nasce dal profondo delle persone, dal bisogno religioso.

 Così la Chiesa si è affrettata a modificare se stessa e la vita cristiana per seguire i tempi, cioè la rivelazione emergente dal bisogno religioso degli uomini. Ora per motivare cambiamenti sconvolgenti che turbano la coscienza dei semplici fedeli, fabbrica dei santi che non parlano del Cielo, che non esprimono la potenza miracolosa della grazia, ma dei santi che sono stati leader delle modifiche post-conciliari: servono a giustificare una nuova cattolicità che vuole essere a tutti costi moderna.

 Ma chi prega questi santi, chi chiede a loro le grazie, chi può imitarli nell'esercizio delle virtù cristiane? Sono santi destinati ad essere dimenticati, perché non servono alle anime, bensì alle curie per chiedere le nuove obbedienze.

 Tutto ciò è triste, ma poco male se fosse solo questo. Il grave di questa operazione è che rende scettici tutti sulla santità, rende tutti più tristemente naturalisti.

 Invece i santi ci sono ancora, ne è pieno il Cielo e spargono ancora miracoli sulla terra. E i santi, quelli veri, fanno altri santi.

 Il popolo di Dio, quello saggio di un tempo, non si faceva abbindolare: un giorno sentimmo dire da un'anziana, di fronte alle nuove  canonizzazioni: "Se non fanno spuntare i fiori d'inverno, non sono santi”.

 Se non fanno spuntare i fiori d'inverno... se nella loro vita non si manifesta il soprannaturale, non sono santi, anche se servono all'organizzazione ecclesiastica del momento.

 Ma noi vogliamo essere figli del cattolicesimo di sempre, che crede nella vita soprannaturale, che crede al miracolo e che prega i santi, quelli di sempre, i santi della cristianità.

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